Vai al contenuto

Riscopri il Tuo Equilibrio: Tips di un’infermiera olistica che ha rivoluzionato la sua vita

Ti è mai capitato di andare a lavoro temendo cosa ti aspetterà? A me sì!

Ti è mai capitato di pensare che questo modo di vivere e lavorare non poteva andare avanti fino alla pensione? A me sì!

Hai mai pensato che eri destinata a qualcosa di più, di diverso? Io sì!

Sono stata ispirata a creare questo episodio dopo aver letto un post simile sul blog di una infermiera olistica americana. Dato che ero d’accordo con molto di ciò che aveva scritto, mi ha ispirato a raccontare la mia storia e a condividere la mia esperienza personale con te. 

Il titolo in bozza di questo approfondimento è “Perché ho deciso di diventare Infermiera Olistica e iniziare un podcast”  Ma in realtà più che a raccontare il mio perché vorrei raccontare come posso aiutarti di più grazie a questo percorso.

Quindi prendi una tazza di caffè o tè e scopriamo insieme come questo percorso mi ha portato a poter aiutare donne impegnate, come te che non trovano mai il tempo per se stesse, a riabbracciare il loro benessere un respiro alla volta.

Ho deciso di diventare infermiera all’età di 14 anni. Certo era una decisione consigliata dai miei genitori vista la mia propensione già da bambina verso una professione di aiuto e anche un po’ sofferta, perché ho dovuto mettere a parte invece il mio lato creativo. 

Per lunghi anni ho voluto essere l’infermiera più brava, di buon esempio per i colleghi e di valido supporto per i miei pazienti. Ho frequentato diversi corsi di formazione per apprendere di più, ma ad un certo punto quella passione ha cominciato a scomparire. 

Per chi non è addetta ai lavori ci tengo a precisare che quella perdita della passione, non ha niente a che fare con la perdita dell’amore per la cura delle persone… e i miei colleghi infermieri saranno d’accordo con me su questa dichiarazione

Beata infermiera olistica

In realtà le motivazioni sono due ma alla fine si intrecciano tra loro. 

Da una parte ha tutto a che fare con i regolamenti, con la scarsità di personale, con il minutaggio, con la documentazione eccessiva che in realtà serve più che altro come assicurazione se qualcuno ti volesse citare in tribunale… Sì questa è una possibilità reale in sanità. 🤷‍♀️ Facciamo del nostro meglio per mantenere in vita le persone, ma le persone non sanitari hanno difficoltà a capire come funzionano le cose nel corpo umano e di come stiamo cercando di far tornare tutto alla normalità. Talvolta per diversi motivi senza riuscire nell’impresa. Le persone sono poi velocissimi a giudicare ed incolpare di fronte alla paura e all’ignoto…

L’altro motivo è che durante la scuola infermieristica nessuno ti insegna come gestire lo stress ed evitare il burnout 🤷‍♀️ .

L’infermieristica è una professione premurosa e la compassione è uno degli elementi essenziali della cura del paziente. Tuttavia, prendersi cura costantemente dei bisogni degli altri prima dei propri, esattamente come fa ogni donna nella vita quotidiana, può portare a un affaticamento della compassione. 

I sintomi dell’affaticamento da compassione includono esaurimento emotivo, irritabilità e scarsa soddisfazione sul lavoro.

…e quando gli infermieri si esauriscono emotivamente, sono ancora in giro e fanno tutto quello che bisogna fare, dieci volte al ritmo delle altre persone, perché quella voglia di aiutare il prossimo è nel loro DNA e non possono farne a meno. A volte non te ne rendi nemmeno conto quando hai bisogno di una pausa.

Ma semplicemente non puoi essere una buona infermiera se inizi a non amare il tuo lavoro.

Le persone malate che necessitano di cure meritano un’infermiera appassionata al proprio lavoro, che sappia mettere in atto le proprie conoscenze e non solo una che conta come numero per la propria azienda per eseguire compiti dettati da altri professionisti.

Ad un certo punto sono arrivata a pensare pure io che la causa dei miei problemi, della mia mancanza di motivazione e della scarsità di tempo per dedicare ai miei hobby, era il mio lavoro infermieristico che mi drenava le energie.  

Mi sembrava ovvio di doverlo lasciare e, davanti ad un’occasione che mi si era presentata attraverso i social, non ci ho pensato due volte… 

Ho iniziato a costruire le basi per un lavoro alternativo nel settore anti-aging. Sfortunatamente (?!) sono una perfezionista, quindi ho capito subito di dover crescere personalmente e professionalmente per farlo al meglio. 

Da lì in poi non ho più smesso di studiare per poter aiutare di più le donne che si sono affidate a me siano esse clienti per acquistare i prodotti oppure collaboratori per trovare un lavoro alternativo a quello da dipendente che le tiene in gabbia. 

È in quel periodo che ho scoperto l’importanza di una visione olistica del nostro benessere, ma non ne ero ancora del tutto convinta.

Grazie alle mie ricerche anche in campo olistico ho riscoperto i rimedi naturali e scoperto l’importanza degli integratori alimentari, l’aromaterapia, la crescita personale, la meditazione e di una morning routine. Ho cominciato regolarmente praticare yoga e attività fisica. 

Sì, in realtà quello dei rimedi naturali era stata una riscoperta, perché sono cresciuta accanto ad un nonno che appena leggeva il bugiardino delle medicine prescritte dal suo medico, comprendendo i loro effetti collaterali, iniziava subito a preparare i propri rimedi naturali cercandoli nel nostro giardino e orto. 

Nonostante io abbia visto miglioramenti nella mia vita, quando si parla di terapie alternative (che preferisco comunque chiamare terapie complementari) molti infermieri, me compresa, tendono ad essere diffidenti sostanzialmente per due motivi. 

Uno perché sia durante gli studi che poi al lavoro siamo abituati ai metodi convenzionali. Dall’altra parte perché, prima di seguire, scegliere o consigliare una terapia alternativa, abbiamo bisogno di dover ricercare e convalidare il fondamento di queste terapie (evidence based)

Ed è proprio per quest’ultimo motivo che mi piaceva il lavoro di ambasciatore del brand da Nu Skin. Un’azienda anti-age con cui ho iniziato a collaborare nel 2016 che in realtà è un azienda di ricerca scientifica. 

Comunque durante i primi mesi della pandemia è andato tutto perso, il mio piccolo team, il mio sogno di poter lasciare un lavoro che non mi piaceva più….perché sono stata assorbita dai turni e drenata dalle mie energie. 

Anche se in realtà solo i primi mesi erano difficili finché non ho cominciato a concentrarmi sulla soluzione invece che sul problema…e allora che me ne sono resa conto di essere arrivata in realtà “preparata” a questa nuova sfida, grazie alle mie conoscenze di mindfulness e all’utilizzo degli oli essenziali per un uso personale. 

Quindi quando ho messo in pratica quello che in realtà sapevo già, ho cominciato subito a stare meglio. 

L’effetto immediato degli oli essenziali e tecniche di mindfulness sono state la mia salvezza quotidiana…, sia incorporati in una morning routine che portati con me in corsia.

Sono stati talmente efficaci a ripristinare il mio equilibrio emotivo che, proprio in quel periodo molto difficile ed impegnativo, sono stata in grado, oltre a prendermi cura della mia salute fisica (grazie ad una alimentazione sana, mindful eating, attività fisica e yoga), anche a ricominciare a coltivare i miei hobby e a completare corsi di formazione professionale.

Sì, hai capito bene, formazione professionale in terapie complementari!

Quando ho trovato un articolo, su una rivista infermieristica, a proposito di un master di cure complementari dedicato al personale sanitario, ho finalmente capito che non c’è nulla di sbagliato in me perché non riesco a scegliere tra i rimedi naturali e le terapie convenzionali. Che i due possono essere affiancati per migliorare la vita delle altre persone perché si completano in un’ottica olistica. Le cure, appunto, complementari, e non alternative, possono essere parte integrante del piano di cura in ambito preventivo, curativo e riabilitativo. Offrono risposte che non si fermano alla malattia o all’organo malato, ma alla salute dell’intera persona. 

È stata proprio questa esperienza vissuta all’inizio della pandemia a spingermi a studiare e diventare Infermiera olistica e Istruttore di Mindfulness.

… e sono tornata “in forma” anche come infermiera. 

Anzi, ho capito di non avere solo un lavoro come infermiera, ma ESSERE infermiera. 

Ho scoperto anche la mia missione: quella di accompagnare le donne impegnate che hanno una vita frenetica sulla strada verso il loro benessere vista da una chiave olistica. 

Non parlando però da una cattedra ma essendo in prima persona l’esempio. 

L’articolo 31 del Codice deontologico degli infermieri dice: “L’infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiornate, così da garantire alla persona le cure e l’assistenza più efficaci”.

Ed ecco che l’infermiere dovrebbe essere più di un semplice custode del sapere. Deve diventare un esploratore in un mondo di conoscenza in continua espansione per non sottrarre possibilità che portano vantaggi al proprio assistito.

Le terapie complementari sono come i tasselli mancanti nel puzzle delle cure. Sono la chiave per aprire nuove porte e scoprire territori inesplorati.

Immagina l’assistenza come un grande mosaico. Ogni tassello rappresenta una conoscenza, un approccio, una terapia. Quando mettiamo limiti alla nostra conoscenza, stiamo togliendo dei tasselli da questo mosaico. Stiamo tagliando fuori opportunità per la guarigione e per il benessere.

L’infermieristica è intrinsecamente olistica. Si tratta di vedere l’individuo come un tutto, non come un insieme di parti isolate. Gli infermieri, con il loro approccio centrato sulla persona, cercano di mettere insieme questo puzzle e aiutano le persone a scoprire le loro risorse interiori, quelle energie innate di auto-guarigione e di self-care.

Diventare infermiere olistico richiede un viaggio interiore. L’infermiere deve scavare dentro di sé per scoprire le sue risorse interiori, le stesse risorse che poi dovranno aiutare ai pazienti a trovare.

Purtroppo, nel mondo sanitario, l’approccio olistico è ancora sottovalutato. Troppo spesso, vediamo l’essere umano come una macchina, e la malattia come un guasto da riparare. Ignoriamo il potere dei pensieri e delle emozioni sul benessere fisico.

Ma non sono solo i professionisti a essere impreparati all’assistenza infermieristica olistica. Molti pazienti preferiscono ancora affidarsi a pillole pronte all’uso per ogni problema (e poi per ogni effetto collaterale che esso causa) anziché prendere in mano le redini del proprio benessere.

È più facile dare la colpa a qualcos’altro per il proprio stato di malessere invece di aiutare il proprio guaritore interiore cambiando stile di vita e abitudini.

A proposito di guaritore interiore…

Sapevi che quando ti iscrivi alle “Pillole di benessere” sul sito atelierbenessere.it ricevi in omaggio la visualizzazione guidata per scoprire il tuo guaritore interiore?

L’idea di aprire un blog e lanciare un canale podcast nasce dalla mia volontà di voler trasmettere le conoscenze che hanno aiutato me e che possano aiutarti a migliorare anche il tuo benessere complessivo. 

Visto che parliamo di voler trasmettere le mie conoscenze… non riesco a trattenermi nel svelarti che sto ultimando il mio primo libro intitolato Instant Zen. Una guida per donne impegnate che potrebbe diventare il tuo pronto soccorso emotivo per poter gestire ansia e stress in qualsiasi situazione. Rimani sintonizzata se vuoi saperne di più.

 

Ah, quasi dimenticavo…perchè proprio un podcast?

Da una parte perché vorrei aiutarti con meditazioni e visualizzazioni guidate e il miglior modo per fare questo è tenermi nelle tue orecchie. 

Inoltre perché io stessa grazie ai podcast e ascoltando il materiale scolastico sono riuscita a sconfiggere la scusa della mancanza di tempo per studiare e diventare così più propositiva… 

Non fraintendermi, non amo il multitasking. Ma trovo più utile apprendere nuove informazioni mentre sono impegnata nelle faccende domestiche o sono in giro per commissioni invece di essere persa tra mille pensieri. 

Parlare al microfono e aiutare così le altre persone a sentirsi meglio non è la prima volta che mi capita…. Quando frequentavo la scuola infermieristica in Ungheria sono stata la responsabile e una delle conduttrici della radio del dormitorio della scuola. 

Ho ancora da imparare tanto lungo la strada, ma vorrei iniziare a condividere con te le soluzioni olistiche che ho trovato per avvantaggiarmi, in modo che anche tu possa iniziare a sperimentare gli stessi benefici! 

Ci sentiamo ogni due settimane? Iscriviti al canale per non perdere i nuovi episodi!

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *